mercoledì 5 marzo 2008

Il colore delle bugie



Libro: White Lies

Autore: Jayne Ann Krentz

Edizione: Jove Books, 2008

Lingua: inglese

Letto in 2 giorni

Trama: Claire Lambert, una sensitiva di livello dieci, si è rassegnata al fatto che potrebbe non trovare mai un compagno. Il suo talento di riconoscere le bugie, anche quelle benevole, glielo rende molto difficile perchè tutti mentono più o meno. Incluso il nuovo consulente d'affari di suo padre, Jake Salter. La sua conversazione è sempre in bilico tra verità e imbroglio. Ma è con il suo aiuto che Claire comincia a scoprire la ragnatela di cospirazione e omicidi che coinvolge la potente famiglia dell'Arizona di cui è entrata a far parte. In mezzo ad un ciclone di segreti, bugie e mezze verità, Claire e Jake dovranno sfruttare tutti i loro poteri per investigare, mentre qualcosa di più di una semplice attrazione si innesca tra loro.

Commento: l'autrice, che le amanti del rosa conoscono con lo pseudonimo di Amanda Quick con il quale firma romance di ambientazione storica, ha una scrittura molto scorrevole e uno stile veloce e brillante. I capitoli sono di lunghezza variabile, alcuni molto corti e il lettore è portato continuamente ad andare avanti, uno ancora, soltanto il prossimo e così via. Il giallo è ben costruito e la storia d'amore non eccede dal suo spazio (e dopo aver letto da poco l'ultimo tradotto di Suzanne Brockmann è fondamentale). Inizialmente ero un po' turbata dal fatto che si parlasse di sensitivi e non come casi isolati ma addirittura come dinastie catalogate e misurate. Di solito il paranormale mi piace in contesti diversi dal romanzo giallo. E stavo cominciando a chiedermi se non farei meglio a leggere meglio le trame prima di comprare. Ma così facendo mi perderei il gusto della scoperta, perchè se si compra sempre solo quello che si è sicuri di conoscere non si saprà mai cos'altro potrebbe piacerci. E questo libro mi è piaciuto, perchè scorre bene, perchè è ricco di ironia, perchè i personaggi sono ben tratteggiati anche se piuttosto insoliti. I protagonisti, nemmeno a dirlo, sensitivi al livello massimo in campi completamente diversi, sono piacevoli, non troppo belli ma dannatamente sicuri di se. Perfetti per far immedesimare in loro i lettori. E poi il potere di Claire è affascinante. Il poter riconoscere le bugie, quanti di noi vorremmo poter essere come lei un “lie detector”? Speriamo solo che traducano (e non taglino) questo libro per le lettrici che non possono godere delle versioni originali.

Conclusione: per gli amanti dei gialli al femminile ben costruiti, del paranormale e dei personaggi sempre sicuri di se.

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